Zoe Quinn, The Fine Young Capitalists e Vivian James: questa cosa ci sta evidentemente sfuggendo di…

Questo articolo è stato originariamente pubblicato su Medium il 25 agosto 2014.

Dopo quasi una settimana dall’inizio dello scandalo le acque paiono calmarsi e si può tentare di tirare un abbozzo di conclusioni.

Ehilà, salve a tutti e benvenuti ad un’altra eccitante puntata di “ tipe si portano a letto tipi, scoppia l’apocalisse e si cerca di capire cosa succede”. Il bello di questa serie TV è che non si capisce cosa succede e che non ci sono fonti certe per definire gli eventi! Siamo sempre nell’ambito del

Prima puntata: Zoe Quinn, Depression Quest e quelle poche sinapsi che vi passano nel cervello quando si parla di…

Seconda puntata: Zoe Quinn, Anita Sarkeesian, Phil Fish e i social justice warriors

Update 19:56 25/08: la campagna di crowdfunding dei TFYC è ora tornata online: https://www.indiegogo.com/projects/the-fine-young-capitalists--2

Oggi parliamo dei fatti avvenuti più o meno a partire da ieri, Domenica 24 Agosto. In particolare ci soffermeremo su due aspetti del tutto: le sciagure che si stanno abbattendo su i The Fine Young Capitalists e le sciagure che si stanno abbattendo su tutto il resto dell’umanità incidentalmente coinvolta nello scandalo Zoe Quinn,

Eravamo rimasti con Phil Fish che fugge dal palcoscenico in seguito al defacciamento del suo sito

È il 18 Agosto quando su Reddit salta fuori un thread nel quale Zoe Quinn viene accusata di aver sabotato una game jam organizzata dai The Fine Young Capitalists, dedicata in particolare alle donne, a favore della sua “

4chan nel frattempo rafforza la sua già pessima reputazione a causa del polverone Quinnsgate e per questo la board /pol/ mostra l’intenzione di voler collaborare con TFYC per dimostrare la buona fede delle azioni degli anon. TFYC in quel momento stava portando avanti

a) Sottoporre un’idea di design per il personaggio principale del gioco

b) Decidere a quale associazione per la ricerca dovranno essere destinati i proventi del gioco (per la cronaca, ricerca per il cancro al colon)

Le due board di 4chan maggiormente coinvolte nella vicenda, /v/ e /pol/, durante la giornata di Venerdì 21 Agosto tirano fuori come personaggio per il gioco Vivian James, una ragazzetta dall’aspetto normalissimo che vuole “

Ieri mattina, Domenica 23 Agosto, la pagina IndieGoGo della raccolta fondi TFYC chiude improvvisamente la campagna annunciando che “non intende accettare il supporto monetario delle stesse persone che hanno defacciato i siti di Zoe Quinn e Phil Fish”; siamo infatti nelle 24 ore successive al misterioso hack delle homepage della Quinn e di Polytron, la casa di sviluppo di Phil Fish. Poco dopo TFYC

Poco dopo la campagna torna disponibile, ma al momento della stesura di questo articolo il link presente sulla homepage TFYC risulta non funzionante. Ora come ora l’unica “campagna monetaria” supportata da TFYC riguarda la vendita di numerosi modelli di magliette ritraenti Vivian James accompagnata da un messaggio di uguaglianza; i proventi delle vendite delle stesse, come dichiarato da TFYC, non andranno all’associazione scelta da /v/ pochi giorni prima ma ad iFred, l’associazione supportata da Zoe Quinn con la sua game jam

A seguito di questi eventi sembra che “il peggio sia passato”. Non ci sono stati ulteriori importanti sviluppi e spero di poter dire che sia arrivata l’ora di tirare le somme (anche perché questa storia, per quanto appassionante, sta cominciando a diventare pesante).

Voglio trovare un senso a questa storia, anche se questa storia un senso non ce l’ha. Vasco lo sapeva e siamo noi (sono io) i fessi che stiamo dando corda a quello che è sostanzialmente un castello di carte? Cerchiamo di analizzare la cosa con un minimo di razionalità.

Il Quinnsgate scoppia a seguito di un’accusa piuttosto pesante, ovvero che Zoe Quinn abbia ottenuto, in cambio di favori sessuali, degli articoli per il suo gioco Depression Quest. Alla luce di tutte le “ prove” saltate fuori

In ogni caso si potrebbe dire che un coverage positivo ci sia stato, ma vogliamo davvero prenderci la responsabilità di definire “coverage positivo” l’utilizzo di uno screen di DQ come header di un articolo, per di più mesi prima delle date segnalate dal ragazzo di Zoe? Mi concedo il beneficio del dubbio. Accuse ugualmente gravi vengono da TFYC ai giornalisti in generale

Il Quinnsgate non rivela niente di nuovo: la corruzione nel giornalismo videoludico non è un fulmine a ciel sereno e sono numerosi i casi confermati nel passato. L’idea però che ciò che è successo negli ultimi sette giorni sia tutta fuffa però mi lascia… perplesso. Sono personalmente molto saturo di questa vicenda avendola trattata, nei limiti del possibile, in tempo reale e per questo non sono sicuramente la persona più adatta per vederla in maniera oggettiva, ma la quantità di “ forze” che si è dispiegata per fare le veci di una o dell’altra parte è piuttosto incredibile.

Sicuramente scriverò un post-mortem del tutto a mente fredda, ma il fatto che un sacco di personalità pubbliche abbiano deciso di esporsi prendendo una posizione denota il fatto che forse qualcosa sotto c’è e che, appunto, il Quinnsgate è solamente il sintomo di una malattia ben più estesa. È quindi stato uno sbaglio dare tutta questa attenzione ad una vicenda che si genera da un’accusa che, come abbiamo potuto vedere, è per certi versi falsa? Secondo me no. Il puttanaio che si è creato ha permesso di scavare, di fare un check-up più o meno completo dello stato del giornalismo videoludico attuale e dunque di fare un passo in più verso la definizione della malattia che lo affligge.

Siamo ancora ben lontani da una diagnosi, ma il fatto che molte persone si indignino a scoprire che numerosi giornalisti hanno in qualche modo parlato progetti di cui sono stati finanziatori (questo è saltato fuori attraverso un backtracking delle donazioni effettuate dai giornalisti a varie campagne di crowdfunding di successo degli ultimi anni, per esempio Oculus Rift) ci fa capire che probabilmente la cosa ci è sfuggita di mano. Indubbiamente il compito di un giornalista è quello di tenere bene a mente la responsabilità che ha nei confronti dei propri lettori, ma quand’è che questo compito limita in maniera concreta la sua libertà? Andare a letto con una sviluppatrice e poi parlare del suo gioco è troppo, finanziare un progetto Kickstarter e poi parlarne anche?

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Casualmente oggi mi è capitato di leggere l’ultima tavola di ZeroCalcare dove “recensisce” la beta di Destiny per PS4, ed una vignetta in particolare mi ha colpito molto: “

Da qui ne siamo usciti tutti sconfitti: a partire dai pazzi criminali (perché di questo si tratta: pazzi criminali) che hanno minacciato di morte Zoe Quinn, fino ad arrivare ai giornalisti non coinvolti che non hanno raccontato la vicenda. Un sacco di fumo e sotto un arrosto, sì, ma non di quelli che si mangiano, ma un arrosto metaforico che ci serve a capire che se davvero il Quinnsgate si regge su fondamenta inesistenti allora forse sì, questa cosa dei videogiochi ci sta sfuggendo di mano.


Fonte: Medium, 25 agosto 2014.

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