iAmbrogio è l'app che ti apre la strada dell'agiatezza

Ho parlato con Lo Sbocciatore della sua nuova app, che vuole rendere realtà la famosa pubblicità del maggiordomo munito di cioccolatini.

Questo articolo è stato originariamente pubblicato su Motherboard Italia (VICE) il 13 maggio 2015.

Essere ricchi al giorno d’oggi è un problema. L’economia è in crisi e se ti ritrovi con due spicci in tasca tutti ti guardano storto: alcuni vogliono soldi, altri odiano i tuoi soldi, altri ancora amano i tuoi soldi. Perché non posso semplicemente godermi la mia ricchezza senza che nessuno mi tedi continuamente? Aurelio Ludovico Barilla deve essersi stancato di questa cosa, tanto che un bel giorno di un paio di anni fa ha deciso di iniziare a condividere con tutti le foto dei suoi averi e di quelli dei suoi amici.

Aurelio, meglio noto come ALB, è un social influencer e sfrutta il proprio profilo Facebook e Instagram per raccontare a tutti quanto sia bello essere ricchi: la sua ironia è sottile, non è altezzoso, non disprezza la povertà, non si beffa di chi non ha i soldi. Semplicemente ama condividere questa felicità con tutti, e tutti sono felici di godere di questa felicità fatta di champagne, orologi e macchine di lusso, donne e feste. Aggiungici qualche saltuaria considerazione sociopolitica, dalla quale si evince il personaggio a tutto tondo, e hai Aurelio Ludovico Barilla.

Il meglio però deve ancora venire: Aurelio ha trasformato, nel tempo, questa sua presenza sui social in un lavoro. Tutti vogliono fare festa con lui e la Benestante Gioventù Italiana è palesemente in difficoltà quando si tratta di organizzare un baccanale di qualità. Così Aurelio inaugura la sua esperienza con Lo Sbocciatore, un brand da lui creato che fa da trendsetter nel mondo del lusso e del divertimento sfrenato.

Ma perché fermarsi alle nuvole quando puoi arrivare alle stelle? Siamo nell’era della pigrizia: c’è il digital delivery con Steam, c’è il food delivery con Just.Eat, c’è il delivery di persone con Uber. Puoi fare qualunque cosa standotene comodamente seduto sulla tua poltrona—ma se sei ricco? Se sei davvero molto ricco probabilmente non avrai bisogno di fare proprio nulla, perché avrai già tutto a portata di mano; ma se sei un normale ricco che vuole solamente spendere i propri soldi in totale tranquillità hai un problema. Aurelio ha pensato anche a quello, e ci ho fatto due chiacchiere per farmi spiegare della sua più recente creatura ancora in gestazione: iAmbrogio.

Il grosso problema di Aurelio è che è la rappresentazione di una caricatura che noi, i non-ricchi, non possiamo comprendere appieno. È ricco e si comporta esattamente come ci aspetteremo che un ricco si comporti, per questo anche nel caso di iAmbrogio è difficile capire se stia facendo davvero sul serio, “iAmbrogio è assolutamente un servizio concreto che sarà presto disponibile ed operativo. Per ora puoi darci un’occhiata sul suo sito.”

Nel caso non l’aveste ancora capito iAmbrogio è una app che promette di rendere l’Ambrogio, quello della pubblicità del Ferrero Rocher, realtà. E promette di farlo dal vostro palmo di mano: “Al momento stiamo ultimando lo sviluppo dell’applicazione. Una volta pronta verrà messa su Apple Store e Google Play. Gli utenti potranno scaricarla e richiedere i servigi di Ambrogio con pochi tap, pagando con carta di credito. Nello specifico sarà possibile farsi recapitare comodamente a casa qualunque cosa si desideri, dalla torta alle sigarette, 24 ore su 24 e 7 giorni su 7. Le consegne saranno geolocalizzate e affidate a giovani ragazzi con apposito mezzo, gli Ambrogi appunto. Avremo inoltre un hotel 5 stelle come partner strategico in ogni città in cui sarà operativo il servizio,” mi spiega Aurelio.

Certo è che i termini “app,” “delivery,” “veicoli,” e “clienti” fanno venire in mente qualcosa di, seppur recente, non nuovo: sono ormai mesi che Uber vive una tempesta legale dietro l’altro, iAmbrogio potrebbe andare incontro a problemi simili? “I nostri legali hanno già analizzato il modello di business e garantito la legalità del servizio,” mi rassicura Aurelio.

Non so se iAmbrogio sia roba per me che scelgo ancora le birre in base al rapporto tasso alcolico/prezzo, ma Aurelio mi assicura che—”Stiamo ancora valutando i costi del servizio. Oltre alla possibilità di pagare il singolo recapito vorremmo anche proporre degli abbonamenti per aumentare l’engagement dei nostri clienti. Insomma la sfida è quella di fornire un servizio di lusso a disposizione di tutti.”

Aurelio pare molto sicuro della sua idea e ha già cominciato a cercare nuovi collaboratori attraverso i suoi canali social. “A differenza de Lo Sbocciatore, nato come passatempo e che si è poi trasformato in un business sia a livello di marketing che di sviluppo di contatti, questo salto nel mondo digitale, che ormai conosco bene, nasce invece con la massima serietà e con lo scopo preciso fornire un servizio innovativo che tuttora non esiste e ovviamente di generare significativi utili, “money never sleeps”.

Insomma fai la tua scelta: lavora per esaudire il sogno di qualcun altro, assumi qualcun altro per esaudire il tuo sogno, oppure prendi il tuo smartphone e fatti portare un Dom Perignon a domicilio con iAmbrogio.


Fonte: Motherboard Italia (VICE), 13 maggio 2015.

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