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# L'informazione nell'era di Facebook è in mano ai millennials
- URL: https://stellakamikaze.org/linformazione-nellera-di-facebook-e-in-mano-ai-millennials/
- Published: 2015-03-26T12:00:00.000Z
- Updated: 2026-07-03T22:53:00.000Z
- Description: Una nuova ricerca analizza le abitudini dei millennials nell'ambito dell'informazione, e nel frattempo Facebook continua a costruire la sua roccaforte.
- Author: Federico Nejrotti
- Tags: Motherboard, Archivio

*Questo articolo è stato originariamente pubblicato su Motherboard Italia (VICE) il 26 marzo 2015.*

Prendete un ventenne qualunque e chiedetegli di parlare di internet. Cinque anni fa la risposta più immediata sarebbe stata “Google,” oggi consiste in un elenco piuttosto ristretto di social network ben definiti: Facebook, Youtube, Instagram, Twitter, Tumblr. Nel 2015 non sono i social ad appoggiarsi a internet, ma è internet ad esistere per i social; almeno per i più giovani.

Il destino vuole però che sia proprio quella fascia d’età, o se preferite segmento di mercato, ad essere l’obiettivo più ambito da praticamente chiunque lavori in qualche maniera con la rete. Giornalismo, musica, videogiochi, YouTube, social network, pubblicità? Entra in questo mondo e la tua realtà si distorcerà: acquisterai abilità sinestetiche e ogni suono si trasformerà in un roboante boato scandito dal termine ‘[ millennials](http://en.wikipedia.org/wiki/Millennials?ref=stellakamikaze.org).’

Ciò significa che ogni singola informazione riguardo i millennials, nativi digitali venuti al mondo all’incirca nello stesso momento in cui nasceva internet, è oro colato quando si deve creare un contenuto in rete.

Quello del giornalismo è sicuramente uno dei mondi con la relazione più complicata con i millennials. Cosa vogliono? Il gossip? Le [infografiche](http://motherboard.vice.com/it/read/dal-meme-al-quirinale-unanalisi-scientifica?ref=stellakamikaze.org)? Lunghi e complicati papiri? Vogliono un tabloid mascherato da notizie di attualità politica? Perché per certe cose impazziscono ma se ci schiaffo in prima pagina un “sesso, droga e rock & roll” mi deridono? Aiuto.

Amico mio, se conoscessi la risposta a queste tue domande sicuramente non te la direi, ma se li stai cercando, posso dirti con certezza scientifica dove trovare questi millennials.

Secondo un report del [Media Insight Project](http://www.mediainsight.org/Pages/default.aspx?ref=stellakamikaze.org), che ha sondato le opinioni di oltre mille persone tra i 18 e i 34 anni, [le notizie sono decisamente ottime](http://www.niemanlab.org/2015/03/millennials-say-keeping-up-with-the-news-is-important-to-them-but-good-luck-getting-them-to-pay-for-it/?ref=stellakamikaze.org): l’85% dei millennials presi in esame affermano che stare al passo con le news dal mondo sia in qualche modo importante per loro, il 69% si informa quotidianamente ma solamente il 40% ritiene l’attualità abbastanza importante da arrivare a pagare per poter leggere gli ultimi articoli.

“I dati suggeriscono anche che i social network stanno esponendo i millennials a più news di quante ne cercherebbero normalmente. Sul totale di coloro che utilizzano Facebook, solo il 47% vi accede per informarsi e leggere news, ma una volta che vi è dentro l’informazione è una delle attiivtà principali,” [si legge nel report](http://www.americanpressinstitute.org/publications/reports/survey-research/millennials-news/?ref=stellakamikaze.org).

La ricerca ci parla di numeri importanti anche per quanto riguarda gli altri social network: per le news anche YouTube è largamente utilizzato, con un rispettabilissimo 83% di habitué sul totale; addirittura Instagram tocca il 50%. Lo studio inoltre afferma che non solo i millennials cercano le notizie e si tengono informati, ma che nel farlo si comportano attivamente, selezionando le fonti che ritengono più attendibili per dare forma ai loro feed social.

Tra i vari, uno dei più interessanti dati emersi riguarda ciò che spinge i millennials a informarsi, “i millennials si informano per diverse ragioni, tra cui un po’ di sano senso civico (74%), la necessità di conoscere e risolvere determinati problemi (63%) e anche un modesto fattore sociale (67%), per esempio per parlarne con gli amici,” si legge nel report.

“I dati suggeriscono anche che i social network stanno esponendo i millennials a più news di quante ne cercherebbero normalmente.”

“Facebook è diventato una parte fondamentale della vita digitale di un millennials. Posti davanti a 24 argomenti e temi diversi, i millennials hanno affermato che in 13 casi Facebook è la prima fonte di informazione per loro, in altri 7 casi Facebook rimane stabile al secondo posto della lista delle fonti affidabili,” continua lo studio.

L’analisi del Media Insight Project inoltre fornisce due dritte a chi i contenuti online li produce, per i millennials infatti è molto importante che la fonte sia riconoscibile e facilmente identificabile, e, gloria nell’alto dei cieli, per il 52 percento degli intervistati la fonte deve essere chiara e ricca di riferimenti e link. Forse non tutto è perduto.

Lo studio è decisamente articolato e dettagliato, e questi dati si fanno ancora più interessanti quando si viene a scoprire che pochi giorni fa [Facebook ha confermato il proprio interesse nel trasformare la timeline di Zuckerberg in una vera e proprio casa base per l’informazione](http://www.thefiscaltimes.com/2015/03/24/Will-Facebook-Content-Host-Kill-News-Media-or-Save-It?ref=stellakamikaze.org). 

- The New York Times, BuzzFeed\* e

*National Geographic*sono le prime testate ad affermare di voler accompagnare Facebook in questo viaggio: se oggi tutto ciò che riguarda il marketing sui social è focalizzato sul convincere il lettore a cliccare un link per spostarsi dalla piattaforma social al sito web di una determinata testata, in un prossimo futuro gli articoli potrebbero essere ospitati direttamente su Facebook.

Zuckerberg non è solito a fare troppe domande ai propri utenti: ci sono dei bilanci da rispettare e i cambiamenti sulla sua piattaforma avvengono in funzione di questo, se agli utenti non piace impareranno a convincerci. Se, quindi, un domani il lettore non dovrà spostarsi da Facebook per leggere i contenuti della sua testata preferita, le dinamiche potrebbero uscirne stravolte. Sarà la fine dell’era del clickbaiting, magari a favore di un più rispettabile e genuinamente interessante stortytelling?

Ovviamente non ho risposte a queste domande, nel frattempo però conviene continuare a tenere d’occhio i millennials, quelli cambiano idea da un giorno all’altro e se improvvisamente scoprono una sfrenata passione per la privacy personale Zuckerberg avrà ben altro di cui occuparsi, [vista la loro incidenza sul suo mercato](http://www.journalism.org/2013/10/24/the-role-of-news-on-facebook/?ref=stellakamikaze.org).

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*Fonte:* [*Motherboard Italia (VICE)*](https://www.vice.com/it/article/linformazione-nellera-di-facebook-guidata-dai-giovani/?ref=stellakamikaze.org)*, 26 marzo 2015.*