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# L'India ha ufficialmente bloccato il servizio Free Basics di Facebook
- URL: https://stellakamikaze.org/lindia-ha-ufficialmente-bloccato-il-servizio-free-basics-di-facebook/
- Published: 2016-02-08T12:00:00.000Z
- Updated: 2026-07-03T22:51:30.000Z
- Description: L'autorità indiana per le telecomunicazioni ha dichiarato la volontà di garantire dei servizi internet che non discriminino determinati contenuti.
- Author: Federico Nejrotti
- Tags: Motherboard, Archivio

*Questo articolo è stato originariamente pubblicato su Motherboard Italia (VICE) l'8 febbraio 2016.*

In India, l’autorità regolatrice per le telecomunicazioni (TRAI), [ha ufficializzato la norma](http://www.bbc.com/news/technology-35522899?ref=stellakamikaze.org) ‘Prohibition of Discriminatory Tariffs for Data Services Regulations, 2016’, che “non permette agli operatori telefonici di offrire tariffe dati che rendano accessibili solamente determinati contenuti su internet.”

La notizia è enorme: in breve, l’India ha oggi ufficialmente rifiutato [il programma Free Basics](https://info.internet.org/en/story/free-basics-from-internet-org/?ref=stellakamikaze.org) offerto da Facebook, che prevedeva un accesso gratuito a internet per chiunque fosse in possesso di una SIM abilitata alla navigazione—L’internet di Free Basics, però, è composto esclusivamente di una rosa di servizi scelti da Facebook e il consorzio Internet.org, andando contro, di fatto, al principio di net neutrality.

“[Nella formulazione delle norme](http://www.trai.gov.in/WriteReadData/PressRealease/Document/Press%5FRelease%5FNo%5F13%20.pdf?ref=stellakamikaze.org), l’Autorità per le Telecomunicazioni ha fatto riferimento [ai principi di net neutrality](https://it.wikipedia.org/wiki/Neutralit%C3%A0%5Fdella%5Frete?ref=stellakamikaze.org), nel tentativo di assicurare ai consumatori un accesso a internet privo di ostacoli e non discriminatorio. Queste norme vogliono garantire che le tariffe per i piani dati per l’accesso a internet siano *content agnostic* (ovvero, garantiscano un accesso universale alla totalità della Rete, e non esclusivo a determinati servizi scelti dagli operatori, ndr).”

Prima di tutto—Facebook, con il suo Free Basics, mira a “offrire alle persone un modo per accedere ad alcuni utili servizi internet dai loro cellulari, in particolare in zone del mondo dove i piani dati per dispositivi mobili sono meno economici,” [si legge sul sito ufficiale del programma](https://info.internet.org/en/story/free-basics-from-internet-org/?ref=stellakamikaze.org). “I siti sono disponibili gratuitamente e non gravano sui volumi del piano dati dell’utente, e includono servizi per le news, per la ricerca di lavoro, sanità, educazione e informazione locale. Introducendo le persone ai benefici di internet attraverso questi siti speriamo di poter portare sempre più online e migliorare le loro vite.”

Nonostante le premesse, il problema è piuttosto evidente: offrire gratuitamente accesso a solamente una parte di internet è pericoloso—In un contesto in cui la piattaforma è internet, nata e pensata per essere libera e accessibile a tutti, mostrare[a così tante persone in così tante nazioni](https://info.internet.org/en/story/where-weve-launched/?ref=stellakamikaze.org) solamente una parte di esso potrebbe provocare un danno irreparabile alla struttura della Rete stessa, mutandola profondamente negli anni a venire.

La normativa diramata dal TRAI parla chiaro, “Nessun operatore dovrà offrire tariffe dati che discriminino, in qualche modo, un contenuto a favore di un altro; Nessun operatore dovrà aderire a iniziative che possano in qualche modo aggirare queste normative; Le tariffe ridotte per l’accesso o la fornitura di servizi di emergenza, o in periodi di emergenza pubblica, sono permesse.”

Il TRAI afferma di aver proposto una misura preventiva perché l’analisi caso per caso sarebbe risultata troppo costosa—Di fatto, quindi, il programma Free Basics è ora illegale in India, ma ciò non significa che non continuerà. Infatti, [la normativa prevede](http://www.ndtv.com/india-news/telecom-regulator-bans-differential-pricing-for-data-supports-net-neutrality-1275030?pfrom=home-lateststories&ref=stellakamikaze.org) “una multa di 50.000 rupie al giorno per chiunque violi queste norme,” resta da chiedersi se Facebook non abbia intenzione di sopportare questa spesa pur di continuare a offrire Free Basics in India.

Si aspettano ancora commenti da casa Zuckerberg.

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*Fonte:* [*Motherboard Italia (VICE)*](https://www.vice.com/it/article/lindia-ha-ufficialmente-bloccato-il-servizio-free-basics-di-facebook/?ref=stellakamikaze.org)*, 8 febbraio 2016.*