Le riprese dei droni sopra l'Emilia terremotata

Abbiamo parlato con un responsabile di Italdron, l'azienda italiana che tre anni fa ha aiutato la protezione civile monitorando la situazione dall'alto.

Questo articolo è stato originariamente pubblicato su Motherboard Italia (VICE) il 21 maggio 2015.

Tra il 20 e il 29 maggio di tre anni fa la terra in Emilia ha tremato. Appena tre anni dopo il disastro a L’Aquila abbiamo dovuto assistere ad un’altra tragedia di natura sismica che ha portato a conseguenze ben più gravi di quanto potessimo aspettarci.

Non entriamo nel merito politico della questione ma diciamoci la verità: in Italia non siamo mai stati dei fenomeni a gestire questo tipo di emergenze. Vuoi per una ragione o per l’altra, lecita o illecita, una catastrofe inaspettata è una bella spina nel fianco per un sistema di risposta come il nostro, tanto articolato da coprire una penisola intera, ma altrettanto fragile a causa dei suoi innumerevoli punti deboli.

Ogni tanto però capita di avere qualche lampo di genio; o meglio, delle epifanie tutte italiane visto che spesso e volentieri quella che per noi è avanguardia, in tante altri parti del mondo è routine.

Uno di questi felici esempi è da ritrovarsi in ItalDron, un’azienda italiana che accentra il suo business in tutti gli utilizzi possibili degli UAV, gli unmanned aerial vehicle; meglio conosciuti come droni. ItalDron in quella settimana tra il 20 e il 29 maggio ha collaborato con i Vigili del Fuoco e la Protezione Civile per gestire la crisi e ha fatto volare i propri droni sopra le zone colpite, per permettere ai soccorsi di ottenere in maniera sicura e veloce una panoramica della zona.

ItalDron lavora dal 2008 nell’ambito e, tra le altre, ricordiamo anche il passaggio dei suoi droni sopra la Costa Concordia, con un volo commissionato da Discovery Channel e CBS. Per capire qualcosa in più del loro lavoro ho parlato con Tommaso Solfrini, che si occupa di business development nell’azienda, “

Tra il 20 e il 29 maggio di tre anni fa la terra in Emilia ha tremato. Appena tre anni dopo il disastro a L’Aquila abbiamo dovuto assistere ad un’altra tragedia di natura sismica che ha portato a conseguenze ben più gravi di quanto potessimo aspettarci.

Non entriamo nel merito politico della questione ma diciamoci la verità: in Italia non siamo mai stati dei fenomeni a gestire questo tipo di emergenze. Vuoi per una ragione o per l’altra, lecita o illecita, una catastrofe inaspettata è una bella spina nel fianco per un sistema di risposta come il nostro, tanto articolato da coprire una penisola intera, ma altrettanto fragile a causa dei suoi innumerevoli punti deboli.

Ogni tanto però capita di avere qualche lampo di genio; o meglio, delle epifanie tutte italiane visto che spesso e volentieri quella che per noi è avanguardia, in tante altri parti del mondo è routine.

I vari voli hanno permesso l’individuazione di soggetti non autorizzati all’interno di aree interdette.

Uno di questi felici esempi è da ritrovarsi in ItalDron, un’azienda italiana che accentra il suo business in tutti gli utilizzi possibili degli UAV, gli unmanned aerial vehicle; meglio conosciuti come droni. ItalDron in quella settimana tra il 20 e il 29 maggio ha collaborato con i Vigili del Fuoco e la Protezione Civile per gestire la crisi e ha fatto volare i propri droni sopra le zone colpite, per permettere ai soccorsi di ottenere in maniera sicura e veloce una panoramica della zona.

ItalDron lavora dal 2008 nell’ambito e, tra le altre, ricordiamo anche il passaggio dei suoi droni sopra la Costa Concordia, con un volo commissionato da Discovery Channel e CBS. Per capire qualcosa in più del loro lavoro ho parlato con Tommaso Solfrini, che si occupa di business development nell’azienda, “Il progetto ITALDRON nasce nel 2007 da un’idea dei soci fondatori che hanno saputo intravedere prima di altri le enormi potenzialità dei piccoli Apparati a Pilotaggio Remoto nelle applicazioni civili. A seguito di un periodo di incubazione dedicato alla ricerca e sviluppo di prototipi e loro applicazione e dopo aver toccato con mano le possibili applicazioni di questi mezzi abbiamo fondato la società con l’obiettivo di fornire prodotti pronti a soddisfare la crescente domanda di mercato,” mi spiega Tommaso.

“In questi anni i traguardi che hanno contraddistinto la nostra attività confermando l’utilità di questi strumenti spaziano dal nostro contributo nelle attività di ricerca e soccorso durante il terremoto in Emilia con il piccolo e versatile drone SCRABBLE che ha affiancato Vigili del Fuoco, Protezione Civile e Croce Rossa; fino ai rilievi e alle riprese in volo girate sul relitto della Costa Concordia per conto di Discovery Channel Europe e CBS Usa.”

Quella del terremoto in Emilia era un’ottima occasione per provare la validità di questi strumenti, visto il tipo di calamità. “Abbiamo comunicato la nostra disponibilità a Protezione Civile e disaster manager come operatori, impiegando in contemporanea due droni SCRABBLE: sono droni molto piccoli ed innovativi in termini di stabilità, autonomia di volo, capaci di operare anche in condizioni di pioggia, e di decollare in spazi ristretti. Già presenti sulle aree terremotate, siamo stati chiamati ad intervenire per ispezionare delle aree inagibili e quantificare i danni post-sisma,” mi spiega.

“Inoltre durante il secondo sciame sismico abbiamo supportato i Vigili del Fuoco per l’ispezione delle aree con edifici pericolanti—dato che le scosse erano ancora persistenti; zone dove purtroppo sono state coinvolte numerose vittime. I vari voli hanno permesso l’individuazione di soggetti non autorizzati all’interno di aree interdette, come per esempio quella della chiesa di San Felice sul Panaro. Infine, successivamente al sisma, abbiamo avviato alcune convenzioni sui costi delle consulenze per effettuare delle quantifiche visive post-sisma al fine di generare documentazione per i risarcimenti.”

Italdron è, almeno per quanto mi riguarda, una delle prime realtà italiane drone-oriented che ho incontrato. Pensare ad un business sui droni tutto italiano mi stranisce non poco, ma se i risultati sono questi allora è ovvio che si tratti di una realtà solida che io, banalmente, faccio ancora fatica a vedere, “Rispetto a 3 anni fa il mondo dei droni è radicalmente cambiato, evolvendosi su numerosi fronti: tecnologie, sensori più performanti e precisi e applicazioni che sono radicalmente migiorate, come la aerofotogrammetria e la ricostruzione digitale di modelli solidi in 3D. Forse l’interesse mediatico è addirittura eccessivo perché concentrato su applicazioni che oggi, realisticamente, sono ancora impossibili da concretizzare, come nel caso delle consegne via droni di Amazon,” conclude Tommaso.

Il crisis management in Italia non è affare semplice per motivi che più o meno conosciamo tutti, ma quella di ItalDron rappresenta una felice eccezione e su Motherboard vogliamo ricordare la ricorrenza di quel tragico terremoto riproponendo il video girato dai droni SCRABBLE di cui ci ha parlato Tommaso.


Fonte: Motherboard Italia (VICE), 21 maggio 2015.

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