Le esplosioni di Tianjin
Questo articolo è stato originariamente pubblicato su Medium il 13 agosto 2015.
Alle 23:30 ora locale di mercoledì 12 agosto una gigantesca esplosione ha fatto tremare la città di Tianjin, in Cina occidentale. Consumatasi nel nucleo del centro industriale della città, le autorità hanno proposto una prima ipotesi di dinamica degli eventi.
Le esplosioni dovrebbero essere partite da un capannone adibito allo stocaggio di materiali pericolosi nella zona portuale della città; non si è ancora conoscenza delle qualità dei materiali presenti ma si presume si tratti di sostanze comuni nell’industria petrolchimica e nei processi di raffinamento.
“Le esplosioni più grandi, consumatesi nell’arco di 30 secondi, sono state così forte da essere registrate da un istituto sismologico locale. La prima esplosione è equivalsa alla detonazione di tre tonnellate di TNT, mentre la seconda a 21 tonnellate di esplosivo, secondo il China Earthquake Network Centre,”spiega Emma Graham-Harrison del The Guardian.
Approfondire le conseguenze e gli sviluppi delle esplosioni di Tianjin può risultare estremamente interessante, specie se gli eventi vengono posti in prospettiva con quelli di Hiroshima e Nagasaki, di cui solo pochi giorni fa è ricorso il settantesimo anniversario.
Nel continuare la lettura sarebbe infatti bene tenere a mente che se — secondo le stime attuali — quelle di Tianjin sono state esplosioni che hanno prodotto 0.02kt di potenza — equivalente a 20 tonnellate di TNT — , quello sganciato su Hiroshima era un ordigno da 18kt, mentre la Tsar Bomba, la più grande esplosione nucleare della storia dell’uomo, aveva prodotto 50.000kt di potenza.
Un buon punto di partenza per comprendere la gravità dell’evento è capire dove si sia consumata l’esplosione. Tianjin è la quarta città più abitata della Cina, con 15 milioni di abitanti, e dista appena 113 chilometri da Pechino. Le esplosioni si sono verificate nel quartiere di Binhai New Area, una zona sub-urbana della città che si affaccia sul baia del Mare di Bohai e che fa parte del Bohai Economic Rim, una nuova lega economica in forte sviluppo che include le città di Pechino, Tianjin e Tangshan.
La Binhai New Area inoltre ospita Tanggu, il porto di Tianjin, principale accesso via mare a Pechino, più grande porto della Cina occidentale, uno dei più grandi porti mai costruiti dall’uomo ed, infine, il quarto porto del mondo per tonnellaggio — 550/600 milioni di tonnellate stimate per il 2015.
La situazione è complicata per tanti motivi, primo fra tutti la difficoltà con la quale le informazioni escono dall’area del disastro. Nei momenti immediatamente successivi all’esplosione l’intera zona è stata chiusa a chiunque non fosse lì per prestare soccorso, giornalisti compresi. La maggior parte delle immagini e dei video arrivano grazie a contributi amatoriali di abitanti nella zona e le reti televisive e le agenzie di stato non aiutano nella diffusione di informazioni aggiornate sugli eventi.
Associated Press segnala che le autorità cinesi stiano costringendo i giornalisti a qualche chilometro di distanza dal sito dell’esplosione e stiano intimando i reporter che sono riusciti a superare il cordone di polizia a non scattare fotografie e a cancellare quelle già fatte.
Secondo Fergus Ryan, la rete TV di Tianjin alle 3:00 CEST di questa notte, ormai svariate ore dopo il disastro, era pronta a trasmettere immagini in tempo reale relative all’esplosione, ma stava ancora aspettando l’approvazione ufficiale delle autorità; nel frattempo trasmetteva cartoni animati.
Su Reddit l’utente SilverAppera ha proposto una ricostruzione dei fatti stilata a partire da alcuni report della stampa locale e tweet di residenti della Binhai New Area.
“Una stazione di benzina è esplosa e ha incendiato due cisterne di petrolio poste vicine ai capannoni adibiti allo stoccaggio di sostanze chimiche, il materiale è quindi esploso dando origine ad un primo incendio che i vigili del fuoco non sono riusciti a spegnere e che ha infine fatto scattare la seconda grande esplosione che ha coinvolto tutto il capannone; sembra che tutti i poliziotti e i pompieri presenti sulla scena siano morti sul colpo.
Le sostanze chimiche coinvolte nell’esplosione sembrano essere: gas liquidi e pressurizzati come argon e gas naturale pressurizzato; liquidi infiammabili come il metiletilchetone e l’acetato di metile; materiale infiammabile come il nitrato di potassio e il nitrato di sodia e sostanze chimiche tossiche come il cianuro di sodio e il diisocianato di toluene.
Chi afferma che l’esplosione abbia ucciso chiunque nel raggio di un chilometro esagera, ma la popolazione totale della Binhai New Area è di 2.5 milioni di persone e la densità di popolazione nell’area è di 2000 persone per chimoletro quadrato; una stima tagliata con l’accetta quindi potrebbe pronosticare tra le 5000 e le 20000 persone tra vittime e feriti.”
Le due esplosioni sono state rilevate dai sismografi della zona come scosse da magnitudo 2.3 e 2.9.
BREAKING: #China: #Tianjin explosion: 2 explosions happened within 30 seconds. One magnitude 2.3 ML, one 2.9 ML pic.twitter.com/g6Tjvj29mG
Per quanto riguarda le vittime: nonostante le poche informazioni si parla di qualche centinaio tra morti e feriti tra chi ha prestato soccorso; gli ospedale di Tianjin sono attualmente in sovraffollamento e la popolazione sta prestando aiuto rifornendo le scorte di sangue per trasfusioni e offrendo passaggi e aiuto a feriti e parenti delle vittime.
(in aggiornamento)
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Fonte: Medium, 13 agosto 2015.