Le corse di droni esistono anche in Italia, e sono fantastiche

Anche in Italia c’è un gruppo di folli visionari che una volta sognavano le corse in stile Star Wars e ora le fanno coi loro droni.

Questo articolo è stato originariamente pubblicato su Motherboard Italia (VICE) l'8 luglio 2015.

Qualche settimana fa qui su Motherboard avevamo parlato delle corse clandestine coi droni in Australia. Se questa premessa non ti dice nulla corri qui e guarda il video, poi prenditi cinque minuti per raccogliere la mascella da terra.

Qualche giorno dopo la pubblicazione di quell’articolo sono stato contattato da un pilota di droni italiano che mi ha confessato in maniera piuttosto stizzita che lui e la comunità di piloti di cui fa parte non avevano preso molto bene il mio articolo. In buona sostanza in quel preciso momento avevo scoperto che anche in Italia c’è un gruppo di folli visionari che una volta sognavano le corse con gli Sgusci di Star Wars e ora le fanno sul serio, coi loro droni.

Perché il mio primo articolo ha dato così—comprensibilmente—fastidio? La comunità italiana di FPV Multirotor Racing, ovvero di corse con droni multirotore pilotati in prima persona con un visore, sta cercando faticosamente di ritagliarsi un proprio spazio all’interno della giungla delle normative di volo stabilite dall’ENAC, l’ente nazionale dell’aviazione civile.

Infatti, dopo un iniziale periodo di anarchia, dal 30 aprile 2014 è stato varato un regolamento nazionale piuttosto rigido per quanto riguarda l’utilizzo dei droni, che prevede la presenza di certificazioni, assicurazioni, corsi di formazione e controlli: tutto ovviamente lecito, se non fosse che molti lamentano il fatto che questo regolamento non viene supportato da infrastrutture che permettano di implementarlo a dovere.

“La normativa si è fatta molto severa a riguardo e divide principalmente in 2 categorie: quelli fatti volare per uso ludico e quelli per utilizzi professionali. Quando sfruttati per un utilizzo ludico-ricreativo, i droni vengono classificati come aeromodelli con una regolamentazione specifica,” mi spiega Michele Praga, amministratore del gruppo Facebok FPV Multirotor Racing Italy, che si pone al momento come punto di ritrovo per tutti i piloti italiani.

Prima che i ragazzi del collettivo mi scrivessero mai avrei pensato che, anche in Italia, potesse esserci una vera e propria scena di persone interessate a correre coi droni: il gruppo Facebook, chiuso al pubblico, pullula di appassionati che passano le giornate a scambiarsi consigli sul tweaking da banco dei loro droni, a chiedere opinioni su nuove componenti e a tentare di organizzare corse. Più che il numero dei membri, ciò che mi ha davvero stupito è il volume di attività.

“Principalmente su questo gruppo ci occupiamo di gare FPV, ovvero gare con multirotori pilotati in prima persona tramite telecamere installate a bordo. Il numero delle persone che seguono questa fantastica disciplina aumenta di giorno in giorno con ottime prospettive per un futuro ricco di eventi,” continua a spiegarmi Michele.

Date queste premesse la domanda è stata spontanea: esistono, in Italia, gare simili a quella mostrata nel video australiano? “Purtroppo l’attuale normativa in Italia permette questo tipo di volo in prima persona solamente indoor. La nostra associazione FPVGP mira a ottenere autorizzazioni per gare outdoor in un prossimo futuro. Nel 2015 si sono già svolte 4 gare molto importanti all’interno di fiere; la sicurezza è al primo posto nell’organizzazione di questi eventi e le aree di volo sono delimitate da reti che racchiudono in una vera e propria gabbia i percorsi di gara.”

Il movimento è fortemente in crescita, e chi vi partecipa vuole davvero rendere la corsa coi droni una disciplina regolamentata ma libera da cavilli burocratici imprevisti: lo si vede dall’organizzazione nel gruppo e da quanto tutti ci tengano a svolgere le gare in sicurezza, ma anche dalla passione che traspare dai video girati durante gli eventi in Italia.

“Il movimento FPV Racing si è sviluppato un paio di anni fa, ma solo nell’ultimo anno siamo riusciti a mettere in contatto gruppi di persone sparsi in tutta Italia. Mi sono impegnato a mettere insieme questi nuclei, radunandoli in gare indoor che si svolgono all’interno di Fiere di grande rilevanza. Il gruppo Facebook, che ha ormai superato i 500 iscritti, è davvero molto importante in questo senso,” mi spiega Michele.

Nel primo articolo fantasticavo su come la disciplina potesse espandersi su toni davvero futuristici: armi sui droni, speronamenti—insomma questa faccenda delle corse coi droni potrebbe rendere reale tutto ciò che accade nei videogiochi, questo in primis perché, per la prima volta, si gareggia con dei droni e non con dei veicoli con pilota a bordo. Ve lo ricordate Robot Wars, vero?

“Non servono piste impervie o armi, bastano anche solo un paio di tunnel e quattro bandiere per creare tracciati da cardiopalma: l’emozione più grande la provano i piloti stessi che immersi totalmente nel pilotaggio tramite i loro visori rivivono l’esperienza di trovarsi a bordo dei droni. Un’emozione talmente forte da essere paragonata ad un’attività sportiva,” mi spiega MIchele.

Resta da chiedersi se le corse coi droni possano diventare davvero uno sport a tutti gli effetti, “Si, noi la stiamo già trasformando in un’attività sportiva: la nostra associazione FPVGP è appunto un’associazione sportiva che si occupa di: gare, manifestazioni, divulgazione ed istruzione di questa fantastica disciplina,” conclude.

In conclusione: le corse coi droni non esistono solo in Australia, ma anzi il movimento italiano è incredibilmente attivo. Se una di queste domeniche non sapete che fare, correte a guardarvi una gara organizzata da FPVGP e e poi fatevi sequestrare la carta di credito, così da evitare di comprare un drone subito dopo.


Fonte: Motherboard Italia (VICE), 8 luglio 2015.

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