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# La devastazione psichica è ovunque, non c’è nessun futuro da immaginare
- URL: https://stellakamikaze.org/la-devastazione-psichica-e-ovunque-non-ce-nessun-futuro-da-immaginare/
- Published: 2020-04-04T18:31:26.000Z
- Updated: 2026-03-15T09:29:05.000Z
- Description: Da sette giorni mi sveglio con la tachicardia. La quarantena è una pressione psichica collettiva e il dolore non va dimenticato.
- Author: Federico Nejrotti
- Tags: Cultura & Attivismo

Non mi sto vivendo la quarantena e per questo motivo **ho scritto [un articolo](https://www.che-fare.com/devastazione-psichica-rispetto-dolore-nejrotti/?ref=stellakamikaze.org) per *che*Fare**: parlo di come mi sento, della fortissima pressione psichica collettiva che stiamo vivendo e del dolore che dovremmo, infine, imparare a non dimenticarci non appena tutto questo finirà.

> Da sette giorni mi sveglio con la tachicardia e mentre tento di portare il mio battito ad una frequenza che ricordo normale mi lascio sfuggire l’incubo di turno — di questa notte ricordo soltanto che moriva qualcuno e più ci penso e meno riesco a pensare al “dopo”, a quello che dovrebbe succedere quando finirà tutto questo.
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> Insomma, la tachicardia passa ma ormai il petto è più stretto del solito e non c’è verso di allentarlo: sono le conseguenze logoranti di una trincea personale in cui sono finito per colpa della pandemia e della quarantena necessaria a contenerla. Le statistiche dei contagi italiani sembrano direttamente collegate ai miei tassi di produzione di cortisolo, l’ormone dello stress, e i tentativi di mantenere i contatti con la mia famosa ‘rete sociale’ sono sempre più faticosi tanto che, in un certo senso, si potrebbe dire che mi stia quasi abituando all’isolamento.
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> Tutti dicono che sarà “un po’ peggio della crisi del 2008” e se penso che quello è stato il singolo evento più negativamente influente per ogni aspetto della vita della mia generazione, quella nata a metà degli anni ‘90, mi viene da ridere. Ho ancora un lavoro, lo posso fare da una casa in cui — sebbene manchi un balcone per lucertolare quotidianamente — sto largo e in solitudine apparentemente serena, sono bianco, sono un maschio, sono in salute e tutti i miei bisogni di base sono soddisfatti — anche la mia famiglia sta piuttosto bene. Quasi tutte le mie conoscenze sono come me, sono in tutto e per tutto un privilegiato.
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> Nella sua pesantezza il momento sembra propizio per immaginare qualcosa di nuovo rispetto allo status quo — sono emersi dei nervi scoperti nella coscienza politica, civile e sociale della collettività, e non ci dovrebbe essere momento migliore per tracciare un’alternativa, per creare una risposta ad un bisogno che è così urgente da essere, stato addirittura, [proiettato sulle mura di un edificio a Santiago del Cile](https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Proyecci%C3%B3n%5FNormalidad.jpg?ref=stellakamikaze.org) durante le proteste di ottobre 2019, “Non vogliamo tornare alla normalità, perché la normalità era il problema.” Ma questa situazione non è come le altre: nessuno di noi ha mai vissuto una quarantena durante una pandemia.