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# Il film su Edward Snowden sembra "Il nuovo Capitan America
- URL: https://stellakamikaze.org/il-film-su-edward-snowden-sembra-il-nuovo-capitan-america/
- Published: 2016-04-28T12:00:00.000Z
- Updated: 2026-07-03T22:50:59.000Z
- Description: Il nuovo trailer di 'SNOWDEN', il biopic su Edward Snowden, sembra trattare la vicenda nel modo più sbagliato possibile.
- Author: Federico Nejrotti
- Tags: Motherboard, Archivio

*Questo articolo è stato originariamente pubblicato su Motherboard Italia (VICE) il 28 aprile 2016.*

Nel pomeriggio di ieri è stato pubblicato il primo trailer completo di [SNOWDEN,](http://snowdenfilm.com/?ref=stellakamikaze.org) il primo biopic sul personaggio di Edward Snowden. La pellicola è diretta da [Oliver Stone](https://it.wikipedia.org/wiki/Oliver%5FStone?ref=stellakamikaze.org), già conosciuto per *Platoon* e una serie piuttosto lunga di opere [dal carattere spiccatamente politico](https://en.wikipedia.org/wiki/Oliver%5FStone?ref=stellakamikaze.org#Filmography). L’uscita nelle sale è attesa per il 16 settembre di quest’anno, e la pubblicazione di questa anteprima sembra porre fine [alla lunga odissea di produzione di questo film](https://en.wikipedia.org/wiki/Snowden%5F%28film%29?ref=stellakamikaze.org#Production). Il grosso problema è che il trailer del film presenta tutto ciò che un film su Edward Snowden non dovrebbe contenere.

Non è mia intenzione mettere in dubbio la qualità della pellicola (d’altronde un cast che include Shailene Woodley non può che preannunciare un successo su tutta la linea), il problema è che questo *SNOWDEN* sembra trattare la vicenda dal punto di vista più sbagliato perché si concentra esclusivamente sulla figura di Edward Snowden.

Il motivo dell’errore è presto detto: dopo la fine della vicenda [Apple vs FBI](http://motherboard.vice.com/it/tag/Apple+vs+FBI?ref=stellakamikaze.org), che è finalmente riuscita a portare nei salotti mainstream la discussione su temi come la privacy e la sorveglianza, mantenere alta l’attenzione su questi argomenti è fondamentale, e un film che dipinge Edward Snowden come “[Il nuovo Capitan America](https://www.youtube.com/watch?v=QlSAiI3xMh4&lc=z125yxxjqq3cjpjnq22oh1jjvxzze5mks&ref=stellakamikaze.org)” non può che danneggiare il dibattito.

Edward Snowden, interpretato da Joseph Gordon-Levitt, dopo essersi fratturato entrambe le gambe durante una sessione di addestramento per le Forze Speciali americane viene invitato a fare un tentativo per la CIA. Dopo l’impiego nell’agenzia di intelligence americana e un breve passaggio per Dell, Snowden viene contattato da un contractor dell’NSA, la National Security Agency.

Il resto è storia: Edward Snowden, nel trailer, ha evidenti problemi con il lavoro che viene chiamato a svolgere per l’NSA e decide infine di rivelare le ripetute violazioni della privacy dei cittadini perpetrate dall’agenzia, prelevando valanghe di dati segretati e portandoli all’esterno delle strutture governative grazie a una scheda SD nascosta dentro un cubo di Rubik—[Un chiaro richiamo al metodo utilizzato da Snowden per farsi riconoscere da Glenn Greenwald](http://www.cnet.com/news/edward-snowden-and-the-rubiks-cube-meet-up/?ref=stellakamikaze.org), il giornalista che ha ricevuto il leak di file, durante il loro primo incontro.

Ovviamente il primo dubbio riguarda la fedeltà dell’opera alla storia reale, e da questo trailer non si possono trarre grandi conclusioni visto che per ora sembra tutto abbastanza in regola. Cosa, invece, è già decisamente chiaro è il tono della pellicola: Edward Snowden è un eroe, che nella sua lotta contro le azioni del governo americano ha servito la giustizia del mondo intero. Ecco, le cose non stanno esattamente così, e sacrificare la precisione in questo ambito per una maggiore appetibilità della pellicola è pericoloso in ogni senso possibile.

È importante che il whistleblowing diventi un atto sempre più comune.

Come dichiarato da lui stesso, [definire Edward Snowden un eroe è sbagliato](http://motherboard.vice.com/it/read/celebrita-eroi-e-star-come-parlare-di-whistleblowing?ref=stellakamikaze.org), e porre così tanta attenzione sul personaggio, [anziché su ciò che ha rivelato](http://www.theguardian.com/us-news/the-nsa-files?ref=stellakamikaze.org), è il modo migliore per tradire il sacrificio stesso fatto da Edward Snowden—il cui coraggio traspare invece perfettamente in \* Citizenfour\*, il documentario diretto da Laura Poitras che racconta proprio come sia avvenuto il leak di queste informazioni.

In *Citizenfour* Edward Snowden è ben distante dai tratti hollywoodiani di Joseph Gordon-Levitt: è stanco, paranoico e visibilmente provato da ciò che ha deciso di fare, ed è proprio questa sua manifesta fragilità che dimostra come un atto del genere sia alla portata di chiunque abbia accesso a informazioni che dimostrano il verificarsi di azioni che percepisce come sbagliate.

Anche in questo senso il trailer sembra sbagliato: ciò che Edward Snowden ha rivelato è, paradossalmente, la descrizione di un sistema perfettamente aderente alla giustizia, perché inserito in un sistema governativo le cui azioni definiscono, perlomeno entro i suoi confini nazionali, il concetto di giustizia stessa. Le violazioni della privacy perpetrate in maniera sistemica dall’NSA non erano solo eticamente sbagliate, ma anche legate a doppio filo al concetto stesso di ‘legalità’.

I file diffusi da Edward Snowden non sono la conseguenza di una singola anomalia governativa, ma sono il sintomo che l’idea di sicurezza e libertà che le governance di tutto il mondo stanno sfruttando è ormai sempre più distante da quella dei cittadini. Quello di Snowden non è un atto di coraggio straordinario, il tono del trailer è esattamente opposto.

Sarò chiaro: mi rendo perfettamente conto del perché il tono sia stato plasmato in questo modo—la vicenda Snowden è lunga, noiosa, piena di climax deludenti e il grosso dell’azione si concentra nel periodo che è intercorso tra la fuga di dati, la fuga a Hong Kong e il rifugio politico in Russia.

È fondamentale, però, che si racconti tutto il resto della vicenda: quello che è successo prima—ovvero il lavoro che l’NSA ha svolto e continua a svolgere—e quello che è successo dopo—una partita di scacchi in stallo, con un whistleblower relegate al confino, in Russia, e nessuno stato del mondo che vuole garantire il rifugio politico perché troppo timoroso della superpotenza statunitense.

Preferire una narrazione cinematografica a una più fedele alla realtà contribuisce a scoraggiare future azioni di questo tipo—il problema è che stiamo entrando in un’era, quella interamente digitale, in cui gran parte delle informazioni ‘scomode’ verranno rivelate in questo modo. È cruciale che il whistleblowing diventi un atto sempre più comune: se ho in mano dei file che dimostrano che sta succedendo qualcosa di strano, il mio senso etico dovrebbe costringermi a renderli pubblici il più presto possibile.

Non è un atto romantico, è un atto di bontà nei confronti della cittadinanza non troppo dissimile da quelli che compiamo nel tentativo di seguire le regole del vivere civile. Il rispetto delle regole della strada e l’azione dal basso verso l’alto quando si scopre una qualche violazione della libertà altrui da parte dei governi dovrebbe essere normale amministrazione. Ma il trailer di *SNOWDEN* sembra intenzionato a non volerla raccontare.

Ho, in tutto e per tutto, giudicato un libro dalla copertina, e benché mi riservi di guardare ancora il film nel sua interezza, sento di poter dire con sicurezza che la pellicola completa non si discosterà per nulla dai toni del trailer. È la maledizione del box office.

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*Fonte:* [*Motherboard Italia (VICE)*](https://www.vice.com/it/article/il-nuovo-film-su-edward-snowden-sembra-un-disastro/?ref=stellakamikaze.org)*, 28 aprile 2016.*