I migliori videogiochi indie del Gameover 2015

Si è appena concluso il Gameover 2015. Ecco il meglio dei videogiochi presentati durante la fiera.

Questo articolo è stato originariamente pubblicato su Motherboard Italia (VICE) il 21 settembre 2015.

Questo weekend il Leoncavallo, a Milano, ha ospitato il Gameover, festival underground degli sviluppatori indipendenti italiani. Semplice e lineare: clima da fiera, un sacco di giochi e un sacco di sviluppatori che non vendono l’ora di succhiarti l’anima con le loro chiacchiere su giochi in alpha beta early access e build con poligoni mancanti perché “sai com’è il 2015.”

Io ci sono andato sabato pomeriggio, poco prima di venire demolito da un’influenza stagionale—ma sì sa, c’est la vie.

Non avendo numeri in mano non posso garantire che questa edizione del Gameover sia stata un successo, ma ciò che posso dire con certezza è che l’assenza della tipica calca da fiera di videogiochi ha reso il mio giro per le postazioni espositive un vero piacere. Niente spintoni, niente folle inferocite, niente (poco) desiderio di fare a pezzi qualunque persona mi passasse vicino.

Il grande capannone interno del Leoncavallo è dominato da un lunghissimo serpente di tavoli dove i vari team hanno piazzato le loro postazioni di prova; alle loro spalle, due grossi teli da proiezione, uno con un promo della fiera in loop, l’altro con la grande attrazione videoludica di quest’anno: lo stand di * Super Botte & Bamba II Turbo*, che non ha bisogno di presentazioni.

Ho avuto la possibilità di dare un’occhiata più o meno a tutto e di provare buona parte dei titoli in esposizione, e questo è il mio personale best of del Gameover 2015—ho volontariamente escluso i nomi e titoli già noti, per quelli potete dare un’occhiata qui.

Non fanno videogiochi e ciò che esponevano non era interattivo—punto di partenza necessario per poter definire qualcosa un videogioco—ma nonostante ciò sono gli unici ad avermi fatto letteralmente cadere la mascella e brillare gli occhi.

L’Elettra Robotics Lab è un’associazione di maker senza scopo di lucro che al Gameover ha portato la bellezza di quattro robottoni danzanti sulle note di Morricone. Gli spettacolini scandivano il passare delle ore dentro la fiera; e benché spesso gli automi cadevano dal tavolo o necessitavano che il loro creatore li riposizionasse, sono (quasi) l’unica cosa ad avermi fatto esclamare “wow”. Non chiedetemi il perché, e non visitate il loro sito web perché se finisce sotto gli occhi sbagliati rischia di essere chiuso dal World Wide Web Consortium.

Di solito non impazzisco per i platform come The Beggar’s Ride, ma l’idea di rendere un mendicante l’eroe di una “impresa adatta ad un Dio” mi piace. Promossi.

“Un viaggio nelle tue paure sotto forma di un puzzle platformer. Esplora il mondo che Josh, un ragazzino affetto da fobia sociale, ha creato per stare lontano dalle altre persone e aiutalo a intraprendere la giusta strada per superare le sue paure.” Letta la descrizione? Il tocco artistico di Sym fa una paura fottuta, e riesce perfettamente nel suo intento: rappresentare la sociofobia.

Già noti per il loro stupendo Cave! Cave! Deus Videt, i We Are Muesli sono tornati con una raccolta—ancora squisitamente illustrata—di storie sulla liberazione del nazifascismo. Da giocare, ed è anche gratis.

Un’avventura punta e clicca ispirata a La bella addormentata: perché “sì”? Cavolo, guardatelo: è bellissimo.

Chubby Pixel – The Way of Life / Suicide Guy

A loro va il premio design: * The Way of Life* è un’avventura in cui per procedere bisognerà osservare il mondo di gioco dai tre punti di vista diversi, quello di un imprenditore, di un anziano e di un bambino;

, invece, prevede che il giocatore si uccida per superare ogni livello.

Suicide Guy: DreamerMartello Nero – Tower of Samsara

Tower of Samsara, di Martello Nero, arriva sui nostri schermi con dei bellissimi schizzi di concept art e un lavoro grafico curatissimo. 7+.

Che dire: vincitore morale. Uno schermo, un giocatore e niente tra i due; nemmeno le mani. Sapete perché? Perché Neuro Ski si controlla con la mente, con le onde beta del nostro cervello, e con quelle si fa muovere un omino lungo una pista da sci. Approfondirò.

Malebolge Games Studios – The Deepest Darkness

Un bel nome per una casa di sviluppo italiana: arrivano accompagnati del loro The Deepest Darkness, un’avventura in prima persona che sembra funzionare. Un videogioco così “nella media” che sembra addirittura poter avere davvero un futuro; incredibile.

Blue Volta è un’avventura in terza persona completamente illustrata a mano, è bellissima e potrebbe dare filo da torcere a molte altre produzioni indie estere. Da tenere d’occhio.

Monkeys Jam Games – Magic Carpet High Experience

Uno dei pochi titoli di questa lista che potrebbe davvero sbancare il banco: Magic Carpet High Experience è veloce titolo mobile free to play. L’obiettivo è sopravvivere, e per farlo sarà necessario spostare il tappeto sopra cui il personaggio si trova per far sì che i nemici incontrino dolcemente la mazza da baseball che il nostro omino brandisce. Veloce e divertente. Bella lì.

Come vi è sembrato, quindi, questo Gameover 2015? A me ha messo di buon umore: i giochi in esposizione non solo erano tantissimi, ma sembravano anche dei veri videogiochi. Sembrava quasi di non essere in Italia; bravi tutti.


Fonte: Motherboard Italia (VICE), 21 settembre 2015.

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