I disegni che raccontano i lavori più assurdi nel mondo della tecnologia

Welcome to Business Town' è una serie di illustrazioni che racconta il distopico mondo professionale dell'universo tech.

Questo articolo è stato originariamente pubblicato su Motherboard Italia (VICE) l'11 marzo 2016.

Ormai da molto più che qualche anno, gli abitanti del mondo delle “persone che contano” arrivano quasi tutti dall’ecosistema dell’informatica e della tecnologia. Questo inaspettato svilupparsi degli eventi ci ha permesso di assistere ad uno fenomeni antropologici più interessanti della storia: cosa succede quando una gamma di professioni relegata da sempre a uno spettro di persone socialmente represse viene catapultata nel jetset?

Il discorso è banale: il nerd occhialuto che vive nell’immaginario collettivo di tutto il mondo ha cambiato aspetto. Se prima la roccaforte era protetta da un titano come Bill Gates, nel corso degli anni il testimone è passato prima tra le mani di Steve Jobs, un ibrido tra un hippie visionario e un genio della mentalità corporate, e infine è stato acchiappato dal mio caro amico Mark Zuckerberg. Il trono però sembra, ancora una volta, essere in pericolo. Il patron di Facebook è ormai superato — il divo del jetset tech è Elon Musk: criptico, misterioso, pieno di soldi.

Parallelamente a questa evoluzione, anche il mondo del lavoro vero e proprio è cambiato. Chi sta scrivendo questo articolo non è né un giornalista né un redattore — Siamo staff writer, editorial intern, editor, contributor, news editor, longform reviewer e via dicendo. Tantissimi nomi diversi per parlare della stessa cosa.

Tony Ruth è un illustratore e artista di Chicago, e diversi mesi fa (colpa mia, non sono esattamente il più scattante della ciurma Motherboard) ha avviato una serie di opere chiamata ‘Welcome to Business Town,’ in cui si prefiggeva l’obiettivo di “spiegare a chi è esterno a essa, questa highly intangible, deeply disruptive, data-driven, venture-backed, gluten-free economic meritocracy.

Il risultato è una serie di illustrazioni liberamente ispirate dai mondi fiabeschi di Richard Scarry.

Il programmatore stagista fa più soldi di tutti noi messi assieme — Lo sapevate, vero? È per quello che tutto il mondo civilizzato ci sta ammorbando con la storia del “MANDA TUO FIGLIO A STUDIARE PROGRAMMAZIONE”. Perché poi fa i soldi, semplice — No?

Cosa succede quando cominci a fare carriera da giovane, magari in una startup assurdamente disruptive e la tua brand image si trasforma in un player fondamentale del market landscape? Semplice. Invecchi come tutti, schifoso Peter Pan. Così, quando le rughe cominciano a trasmutare le tue espressioni, ti devi rivolgere ad un High School Brand Ambassador, uno stronzo che va in mezzo ai liceali e cerca di vendere il tuo prodotto da vecchi a un mercato di giovani. È così assurdo che infatti non credo funzioni, nemmeno per sbaglio.

In questo caso, invece, viene riassunto il paradosso corporate del mondo moderno: cercare il nuovo rovistando nel solito. Il Chief Diversity Officer si occupa di diversificare la manovalanza dell’azienda, ma premurandosi di non uscire mai dal seminato di quelle quattro/cinque realtà universitarie da cui è possibile assumere nuovi 20-something white males.

Per capire meglio il mondo di Business Town ho contattato Tony Ruth, e ho fatto quattro chiacchiere riguardo il progetto, “Ho cominciato a pensare a Welcome to Business Town leggendo dei libri per bambini ai miei figli. Qualche tempo fa ho letto un post firmato da Giovanni Tiso, in cui parlava approfonditamente di cosa significasse insegnare ai bambini la natura del lavoro, in particolare in un periodo come il nostro, in cui le nostre vite lavorative stanno diventando sempre più eteree, complicate da spiegare e prive di elementi fisici,” mi ha spiegato in una chat privata su Twitter.

“Lo stesso pensiero mi è tornato in mente circa un anno dopo, quando per un periodo di tempo ho lavorato con una serie di start-up piene di persone con ruoli lavorativi assurdi. Mi sono ritrovato a dover imparare che cosa significassero tutti quei nomi — Ho cominciato a prendere appunti a riguardo, e a disegnare piccoli sketch di quelle persone con lo stile di Richard Scarry. Infine, ho resto il tutto ‘ufficiale’ con un canale Instagram,” continua Tony.

“Le nostre vite lavorative stanno diventando sempre più eteree, complicate da spiegare e prive di elementi fisici.”

A guardare gli sketch di Tony si fa fatica a crederlo. Pochi mesi fa mi ero cimentato nel binge watching di Silicon Valley, la serie TV che sta cercando di ricalcare proprio le dinamiche da start-up, tra CEO incerti e uffici cangianti — La realtà è che questo tipo di rappresentazioni del mondo tech sono ormai talmente caricaturali da risultare davvero poco credibili, “La maggior parte di questi personaggi sono ispirati a persone che ho conosciuto personalmente o di cui ho letto qualcosa, probabilmente in qualche articolo su Fast Company — Uno di loro è Shingy, il Profeta Digitale di AOL,” mi spiega Tony. “Di solito i personaggi più vicini alla mia vita, come le figure di design, marketing e finanziarie, si sono sviluppati in maniera molto naturali. Per altri ho dovuto fare più ricerca e contattare direttamente delle persone su Twitter per racimolare quanti più dettagli possibile.”

Sfogliando le illustrazioni di Welcome to Business Town mi sono chiesto se dietro a ogni particolarità non vi fosse un codice interpretativo ben preciso, in particolare nella scelta degli animali, “Il vero codice interpretativo sono i miei figli. È assolutamente plausibile che un certo giorno io abbia disegnato un elefante perché, in casa, una piccola personcina aveva richiesto che fosse disegnato un elefante,” mi spiega Tony. “In altri casi ero semplicemente felice di aver scoperto un nuovo animale, come nel caso del Nycticebus, altre volte la scelta è stata molto meticolosa — Il Chief Marketing Officer è una volpe perché in quel periodo stavo lavorando proprio con una persona di quel tipo. Nella maggior parte dei casi, però, si tratta solamente di animali carini con lavori assurdi,” ha concluso Tony.

Ammira tutti gli animali di * Welcome to Business Town* nella loro pagina Tumblr dedicata.


Fonte: Motherboard Italia (VICE), 11 marzo 2016.

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