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# Dodici mesi di collasso climatico
- URL: https://stellakamikaze.org/dodici-mesi-di-collasso-climatico/
- Published: 2024-06-08T08:00:00.000Z
- Updated: 2025-10-26T18:26:58.000Z
- Description: Il collasso climatico è in corso e renderà insignificante qualunque altro problema.
- Author: Federico Nejrotti
- Tags: Crisi Climatica

[*Nota: questo testo è stato originariamente pubblicato sul mio profilo Instagram.*](https://www.instagram.com/p/C73g48XgRb6/?img%5Findex=1&ref=stellakamikaze.org)

Il collasso climatico è in corso e renderà insignificante qualunque altro problema. Ieri sono stati presentati i dati del servizio [Copernicus](https://www.copernicus.eu/it?ref=stellakamikaze.org), il programma dell’Unione Europea dedicato al monitoraggio delle condizioni climatologiche della Terra. I dati sono tragici.  
  
La primavera piovosa che stiamo vivendo in Italia (soprattutto al Nord) non ci sta permettendo di percepire il fatto che:

- da giugno 2023 a maggio 2024, sono stati registrati **12 mesi consecutivi con una temperatura media globale \*largamente\* sopra i livelli pre-industriali** \- fa molto più caldo ovunque;
- nella stessa finestra di tempo, sono state registrate una **serie senza precedenti storici di ondate di calore anomale** \- fa caldo ovunque e ci sono molti più picchi imprevisti, pericolosi e letali;
- i ghiacci artici non sono mai stati così poco estesi e voluminosi - **sta scomparendo il blocco di ghiaccio più grande del mondo**, resta da capire dove finisca tutta la sua acqua (spoiler: nelle strade dove ora abitiamo).

Il segretario delle Nazioni Unite Antònio Guterres ha commentato i dati con un discorso chiaro e netto: “stiamo giocando alla roulette russa con il nostro pianeta e abbiamo bisogno di un’uscita dall’autostrada dell’inferno climatico \[…\] l’incremento di 1.5C° sopra i livelli pre-industriali non è un obiettivo o una meta da raggiungere, ma **un limite fisico**.

Superare consistentemente quel limite innescherà una reazione a catena che sarà fuori dal nostro controllo e che produrrà scenari apocalittici come mai, e mette i brividi dirlo considerati i fatti correnti, ne abbiamo visti prima.  
  
Lo spazio di azione è pochissimo ma c’è. Non è uno spazio di “transizione”, è uno spazio di azione radicale e globalmente organizzata, che parta dall’equità e dalla giustizia sociale ed economica per produrre impatti chiari sull’influenza antropogenica che abbiamo sul clima.  
  
L’industria fossile deve estinguersi, e i ricchi (il famoso top 1% strettamente collegato all’infrastruttura fossile) pure. Non bisogna avere paura, bisogna essere arrabbiati. Per direzionare questa rabbia, possiamo ascoltare le parole di [Ferdinando Cotugno](https://www.instagram.com/ferdinandoc/?hl=it&ref=stellakamikaze.org) e votare [Giovanni Mori](https://www.giomori.it/?ref=stellakamikaze.org), questo weekend, alle elezioni europee.

Questa è la variazione di temperatura media annuale per Milano, Torino e Roma dal 1850 a oggi. In tutti e tre i casi, il rapporto di causalità tra l'incremento della temperatura media e le condizioni climatologiche globali è evidente. Vale in Italia, come tutto il mondo.

La crisi climatica antropogenica è il problema più urgente della storia dell'umanità, i trend a essa associati sono crescentemente critici e progressivamente sempre più imprevidibili.  
  
Il fattore di imprevedibilità è la variabile fatale dell'equazione: in questo momento, pur conoscendo cosa ci aspetta e ipotizzando delle strategie di adattamento, non stiamo agendo per contenere la crisi climatica.  
  
A breve, brevissimo, **non sarà più possibile prevedere con accuratezza le evoluzioni del fenomeno**, e di conseguenza progettare strategie di adattamento efficaci. Questa emergenza è una di quelle cose che chiamo "non problemi", ovvero problemi così esistenziali che non possono fare a meno di essere risolti (eppure, non li stiamo risolvendo).  
  
L'infrastruttura economica e politica globale è progettata per promuovere l'inasprimento di questo trend, l'unico risultato possibile che ne può derivare è l'avvio di un processo di estinzione umana su scala planetaria.  
  
Non siamo in "troppi", non abbiamo "troppi vizi" - i "troppi vizi" della maggior parte della popolazione umana equivalgono ad avere un tetto sopra la testa e un paio di pasti caldi al giorno. La crisi climatica è alimentata dagli interessi di una minuscola porzione di popolazione globale, sempre più piccola e sempre più ricca, che traina il modello capitalistico.  
  
Non è "filosofia", non sono "aspettative irrealistiche", sono fatti oggettivi, comprovati ormai da una quantità così grande di dati e casi studio da rendere ridicolo e suicida qualunque tentativo di ignorarli.  
  
**Non agire in merito, in qualunque modo, equivale a morire: tutti, prima i più poveri e poi i più ricchi.**  
  
I dati sono visualizzati da [Ed Hawkins](https://edhawkins.org/?ref=stellakamikaze.org) grazie alla sua iniziativa "Show Your Stripes", che ogni anno incoraggia le persone a dare un'occhiata a dei grafici che mostrano come, se non interveniamo, moriremo.