Alcuni siti di streaming italiani usano la CPU degli utenti per minare criptovalute

Perché una scheda di Google Chrome aperta su un sito di streaming dovrebbe consumare il 100% della CPU?

Questo articolo è stato originariamente pubblicato su Motherboard Italia (VICE) il 28 settembre 2017.

Guardare un film in streaming nel 2017 è ancora molto più complicato di quello che dovrebbe essere, ma vedere la propria CPU divorata al 100% da una scheda di Google Chrome puntata proprio su uno di questi siti forse è un po’ troppo. Un lettore di Tom’s Hardware, uno dei più importanti magazine online italiani sull’informatica,

ha segnalato alla redazione della testatache proprio questo tipo di problema capitava ogni volta che visitava il sito di streaming cb01.uno.

L’analisi della vicenda di * Tom’s Hardware* è piuttosto chiara: il sito di streaming ha installato nel proprio backend CoinHive, un codice JavaScript che sfrutta la CPU degli utenti che visitano il sito per minare Monero, una criptovaluta la cui estrazione richiede la risoluzione di algoritmi i cui step caricano di lavoro la CPU.

La tecnica non è esattamente una novità: pochi giorni fa * The Pirate Bay *era stato beccato a sfruttare la CPU dei suoi utenti per minare criptovalute e ancora qualche anno fa era stato muTorrent a installare in maniera piuttosto sospettanel computer dei suoi utenti un programma per estrarre alt-coin.

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Fonte: Motherboard Italia (VICE), 28 settembre 2017.

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